GarantitoIGP
InvecchiatiIGP: Campania Falanghina IGP Caulino 2018, Alois
Credo ci siano pochi bianchi in Italia la cui percezione si sia radicalmente modificata nel corso degli anni come per la Falanghina.
Credo ci siano pochi bianchi in Italia la cui percezione si sia radicalmente modificata nel corso degli anni come per la Falanghina.
La freschezza del frutto ben fusa con il legno grande: naso ricco di frutta, palato vivace, giovanile, chiusura lunga e precisa.
Il tema non è fare il vino più buono del mondo, ma vini che esprimano la diversità e al tempo stesso siano ben caratterizzati.
Il Grave Mora nasce nel 2003 e segna l’evoluzione del pensiero enologico dell’epoca in cui molti produttori di rossi guardavano ad una leggera (o pesante) surmaturazione delle uve e all’affinamento in barrique.
Si chiama Barbera ma è diversa, più simile a un Pelaverga per capirci. Presto la conosceremo come Camaiola.
Nel corso della degustazione annuale fatta da Mastroberardino ho deciso di presentarvi i suoi nuovi vini bianchi in uscita tra marzo e aprile.
Il Solaia non ha certo bisogno di presentazioni, nato da una costola del Tignanello nell’ormai lontano 1978, ossia nella Preistoria della moderna viticultura italiana, ha subito assunto una sua propria personalità
ru di Sangiovese a bassa resa maturato in botti grandi in perfetta forma: note di frutta ben bilanciate dal legno, palato fresco, tannini risolti, chiusura lunga e piacevole.
Bevo questo straordinario bianco nell’ultima cena dell’anno da Mimmo De Gregorio allo Stuzzichino di Sant’Agata sui Due Golfi insieme ad una bella compagnia.
Pago dei Fusi è un Taurasi di Terredora che nasce da uve di aglianico coltivate a Pietradefusi, uno dei comuni dell’areale della docg, la parte più bassa per la precisione.