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Le novità bianche di Mastroberardino
Nel corso della degustazione annuale fatta da Mastroberardino ho deciso di presentarvi i suoi nuovi vini bianchi in uscita tra marzo e aprile.
Nel corso della degustazione annuale fatta da Mastroberardino ho deciso di presentarvi i suoi nuovi vini bianchi in uscita tra marzo e aprile.
Il Solaia non ha certo bisogno di presentazioni, nato da una costola del Tignanello nell’ormai lontano 1978, ossia nella Preistoria della moderna viticultura italiana, ha subito assunto una sua propria personalità
ru di Sangiovese a bassa resa maturato in botti grandi in perfetta forma: note di frutta ben bilanciate dal legno, palato fresco, tannini risolti, chiusura lunga e piacevole.
Bevo questo straordinario bianco nell’ultima cena dell’anno da Mimmo De Gregorio allo Stuzzichino di Sant’Agata sui Due Golfi insieme ad una bella compagnia.
Pago dei Fusi è un Taurasi di Terredora che nasce da uve di aglianico coltivate a Pietradefusi, uno dei comuni dell’areale della docg, la parte più bassa per la precisione.
Bottiglie dimenticate che spuntano all’improvviso, pensate solo in acciaio per essere bevute subito, economiche, ma che regalano belle sorprese a chi è curioso.
Se i miei calcoli sono giusti, Federico Graziani festeggia il mezzo secolo di vita quest’anno, ma dovremo moltiplicare la sua età per tutte le vite che ha vissuto .
Esprime frutta al naso ancora fresca, non ha cedimenti e suggestioni ossidative, la freschezza rilassa il naso ed accompagna la beva in modo appagante.
Perfetto sul più iconico dei piatti: spaghetti al pomodoro.
Fu questo il primo miracolo della “signora in rosso” come facilmente titolai sul Mattino dopo la prima intervista a Silvia Imparato.